Percorso: STORIA
Italiano
mercoledì, 19.06.2019

Gli anni della consacrazione: 1970-1978

La squadra che ottenne la prima promozione in serie A in una inedita maglia gialloverde. Anno 1970

Il primo nucleo di quel grande settore giovanile che dominerà la scena italiana per più di un decennio. Anno 1970

Primo scudetto giovanile: anno 1972 categoria Juniores

Indice 

Dopo gli anni pionieristici, grazie soprattutto alla costruzione di una nuova “casa”, la Pista di Via Manetti, l'hockey grossetano fece il salto di qualità.
Già dai primi anni sessanta Guerrini e Mariotti  avevano iniziato ad addestrare i giovani, portandoli ad allenarsi con loro a Marina di GrossetoBruno Parisotto fu uno dei primi prodotti del vivaio biancorosso,  subito seguito da Citerni e Bonucci, quest'ultimo proveniente dall'Hockey Club Barbanella, seconda squadra cittadina nata in quegli anni, ai quali presto si aggiunsero un gruppo di giovani bravissimi che già nel 1972 riuscirono a conquistare il primo storico titolo Italiano categoria Juniores. Di questo gruppo facevano  parte anche  Colombini, Artini, Fantozzi, Tambelli, i fratelli Minchella, Allegro, Falco, Valgattarri, Uguzzoni, Pollini e Giuseppe La Spina.
Il reclutamento di giovani pattinatori proseguì  fino al 1978, quando con lo spostamento dell'hockey a sport invernale indoor, si pose fine all’ “effetto magico” di Via Manetti.
In questi dodici anni, comunque, più di un centinaio di ragazzi si cimentarono con pattini e stecche ed emersero  una serie incredibile di  talenti e di buoni giocatori. Alcuni di loro non solo sono arrivati  alla maglia azzurra ma addirittura sono diventati Campioni del Mondo, realtà che quei ragazzi che andavano a giocare sull'asfalto di Piazza De Maria, probabilmente non avevano neanche sognato.
Intanto la prima squadra aveva raggiunto per la prima volta la serie A nel 1971, anche se solo grazie alla rinuncia dello Skating Follonica, ma la Società non era ancora pronta per il massimo campionato che si concluse con una retrocessione annunciata, con soli due punti totalizzati. L'esperienza fatta fu fondamentale però soprattutto per i giovanissimi che costituirono poi l'ossatura portante della squadra che tre anni dopo conquistò prima la serie A e l'anno successivo contese addirittura fino all'ultimo lo scudetto al grande Novara di Olthoff e Battistella.

In quegli anni arrivarono a Grosseto i primi stranieri: Kiko Salcedo e Theo Habraken.
Erano  gli anni in cui crescevano i ragazzi  post 1966, tra loro i fratelli Scarpelli, Tavarnesi, Varricchio, Filippo La Spina, Zanobi, Iacoboni, Marinoni, i fratelli Fumi, Brugi, Fommei, Nicoletti, Alessandro Ricci.

La squadra che conquistò la seconda promozione in serie A. Anno 1974

La grande squadra che arrivò al terzo posto in serie A nel 1975, superato dal Breganze solo all'ultima giornata dopo aver condotto l'intero campionato alle spalle del grande Novara. Si noti la pista traboccante di tifosi, in quegli anni l'hockey era il primo sport a Grosseto.

1975 Grosseto e Novara si affrontano in via Manetti separate solo da tre punti. Vincendo 4-1 il Novara si assicurerà l'ennesimo scudetto. I tantissimi tifosi biancorossi ringrazieranno la squadra per averli fatti sognare....

1975 Secondo scudetto giovanile. Categoria Esordienti. Questa squadra, insieme a quella qui sotto riusciranno a conquistare lo scudetto in tutte le categorie giovanili, dominando il periodo a cavallo tra la fine dei settanta e l'inizio degli ottanta.

Campioni d'Italia esordienti 1978

Ma fu la generazione successiva, che ebbe modo di vedere, nel momento della propria crescita hockeystica, un hockey di grandissimo livello, quella che ottenne i risultati migliori e dalla quale scaturirono i veri talenti dell'hockey grossetano.E l'hockey di grandissimo livello a Grosseto, lo fecero vedere  quei giocatori straordinari che componevano la squadra che ottenne il miglior risultato di sempre nella storia biancorossa: il terzo posto in serie A del 1975. In primis Raoul Martinazzo, argentino, dotato di una classe sopraffina e di una eleganza innata, che lo faceva sembrare un ballerino sui pattini. Decine di ragazzi hanno sognato di emularlo e hanno imparato gesti tecnici e movenze che fino ad allora non si erano mai visti. il viareggino Riccardo Pardini, rapinatore di area di rigore, la solida coppia di difensori centrali composta da Alberto Colombini e Oris Gabellieri, follonichese che dette un grande impulso all'hockey grossetano, il capitano, Pierluigi Bonucci. E poi l'agilità e la determinazione del portiere Sergio Palmieri, anche lui folllonichese come l'allenatore, Ilvo Riva. Poi il già citato Fantozzi, che stava studiando per diventare il grande giocatore che poi è diventato, Bigazzi, Allegro, Citerni, Alessandro Ricci. Ed i giovanissimi imparavano talmente bene, che nel 1975 arrivò anche il secondo Titolo Italiano delle “giovanili”. Questa volta furono i più piccoli  a conquistarlo, nella Categoria Esordienti, con una squadra straordinaria, nella quale vi erano giocatori che diverranno dei campioni, su tutti Massimo Mariotti, classe 1964, figlio di Marco, il più grande talento uscito dal vivaio biancorosso e probabilmente uno dei più forti giocatori di hockey a livello mondiale di tutti i tempi. Massimo ha vinto tutto  come giocatore, dai Campionati del Mondo agli innumerevoli scudetti e oggi sta vincendo altrettanto come Allenatore.Questa squadra riuscì anche nell'impresa di vincere il Titolo Italiano in tutte le categorie giovanili a cui partecipò (esordienti, ragazzi, allievi), a dimostrazione di una superiorità indiscussa a livello nazionale. Facevano parte di essa, oltre a Mariotti, i fratelli Giomi, Riccardo Ricci, Raffaele Biancucci, Fabio Mangiavacchi , Enrico Mariotti (fratello di Massimo e anche lui futuro supercampione), Marco Guerrini , ed il portiere Franco Scarpelli.Nel 1978 arrivarono due titoli italiani: il primo dalla solita squadra Ragazzi formata da Franco Scarpelli, Angelo Giomi, Ricci, Mangiavacchi, Biancucci, Massimo Mariotti, il secondo da un'altra squadra che si avviava anch'essa a vincere tutto: i giovani Esordienti la cui stella era, nonostante fosse al primo anno in categoria, quell'Enrico Mariotti, classe 1969, che diventerà uno dei più forti giocatori a livello non solo nazionale, ma anche internazionale, unico italiano a vestire la maglia del Barcellona e a vincere tutto, ma proprio tutto quello che un'hockeysta può vincere. Di quella squadra facevano parte Enrico Mariotti, Stefano Saccocci, Alessandro  Arreti, Stefano Giomi, Umberto Prosperi e Alessandro Giomi. Nel 1980 ancora una doppietta di titoli: furono Campioni d'Italia gli Esordienti di Enrico Mariotti e gli Allievi con la squadra composta da Franco Scarpelli, Luca Pellegrini, Fabio Mangiavacchi, Angelo Giomi, Massimo Mariotti, Rolando Fumi, Riccardo  Ricci, Piero Papini,  Raffaele Biancucci e Alessandro Arreti.Intanto la prima squadra, dopo la straordinaria prova del 1975, con il prestigioso sponsor Sanson, era attesa l'anno successivo a un campionato di vertice. Con l'arrivo del portiere emergente Anedda (futuro portiere della Nazionale) e la definitiva esplosione di Fantozzi e Artini si sperava addirittura di migliorare la posizione dell'anno precedente. Invece le cose andarono in modo diverso. L’annata iniziò subito con problemi: Martinazzo arrivò solo alla settima giornata, l'allenatore Poccetti rassegnò le dimissioni dopo poche giornate sostituito dal Direttore Sportivo Bruno Tiezzi; situazioni che andarono  a incidere sui risultati della squadra, che finì a metà classifica.Seguirono anni anonimi che costituirono la parabola discendente della società, coincisa con la già citata scelta federale di passare all'indoor e alla stagione invernale, che posero ancora una volta il vero grande problema che tutte le  dirigenze della società che si sono succedute fino ai giorni nostri hanno dovuto affrontare: la pista coperta per l'attività invernale.

Si cominciò a giocare al Palasport vicino allo Stadio, prima solo il girone di andata, poi tutto il campionato; ma non aveva le misure regolamentari (era 16x32 scarsi) e la Federazione concesse la deroga fino al 1984, dopodiché il glorioso Circolo fu costretto a emigrare nuovamente, questa volta a Castiglione della Pescaia. Intanto la squadra, dopo un primo ripescaggio, fu definitivamente retrocessa in serie B alla fine del 1978.