Percorso: STORIA
Italiano
domenica, 22.09.2019

L'apoteosi e il declino: 1979-1986

Una amichevole Grosseto-Argentina giocata al Palasport dello Stadio

Un giovanissimo Massimo Mariotti agli esordi in maglia biancorossa, qui con Tavarnesi

Il tridente delle meraviglie dell'anno 1981: Mariotti, Tavarnesi e Moreta

Ancora uno scudetto giovanile. Questa volta, e sarà l'unica, vinto in casa, in Via Manetti. Anno 1980, categoria Allievi

La squadra giovanissima che trionfò nel Campionato di serie B 1983-84

Il Circolo deve emigrare ancora: è il 1985 e si gioca a Castiglione

Un giovanissimo Enrico Mariotti già protagonista in A2 nel 1985; qui con Raffaele Biancucci, altro protagonista di quegli anni

L'ultima grande squadra del Circolo. Quella del 1986 che conquisterà la finale di Coppa Italia

Estate 1986. L'apoteosi prima della fine; il Circolo arriva alla finale di Coppa Italia e mette in difficoltà il grandissimo Novara Campione d'Italia che è in pratica la Nazionale italiana che diventerà Campione del Mondo solo due mesi dopo. Alla fine sarà 7-4 dopo che fino a 15 minuti dalla fine il risultato era stato in bilico sul 3-2. Questo sarà il momento più alto della storia del CP Grosseto.

Indice 

Negli ultimi anni settanta la prima squadra, dopo un ripescaggio, era scivolata definitivamente in serie B e viveva anni bui.
Quegli anni bui furono, però, illuminati  dalla crescita  di quei ragazzi che  in seguito, trasferendosi in altre squadre, contribuirono a fare grande  l'hockey Italiano nel mondo e dalla nascita di una stella.
Massimo Mariotti, appena quindicenne, esordiva in prima squadra e faceva subito vedere che apparteneva a un'altra categoria. Nell'80/81 la squadra,  perse lo spareggio promozione con la Triestina e nella stagione 1981/82, il Circolo Pattinatori, che aveva trovato casa stabile al Palasport dello Stadio, tentò il rilancio nell'hockey che contava. Con l'abbinamento importante della Duk Jeans, del talento di Mariotti e del fuoriclasse argentino Carlos Moreta, si tentò la scalata all'Olimpo dell'Hockey ma anche quella stagione non nacque bene.
La squadra era fortissima in attacco con Massimo Mariotti, Moreta  e Marco Tavarnesi, che aveva trovato finalmente il suo spazio, nonostante ciò la squadra  aveva qualche lacuna in difesa, dove i giovani giocatori, tutti di casa, erano bravissimi anche se  un po' acerbi per giocarsi un campionato ad altissimo livello. Le cose non andarono bene e ne risentì anche il clima nello spogliatoio. Finì con una sconfitta nel girone finale con Roller Monza e Seregno e, la mancata promozione, disgregò l'ultimo tentativo di fare una grande squadra con atleti stranieri a Grosseto. Massimo  partì verso lidi più consoni alle sue capacità, Moreta si trasferì  ed il Circolo Pattinatori Grosseto abbandonò ogni ambizione. L'unica consolazione della stagione 1981/82 fu l'ennesimo titolo italiano, conquistato nella categoria ragazzi da Enrico Mariotti, Prosperi, Stefano Giomi, Alessandro Arreti, Stefano Saccocci e un giovanissimo Franco Polverini.

Nell'anno 1982/83 si partì in sordina. Non c'era più lo sponsor Duk Jeans: non ci si aspettava granchè dalla squadra, orfana di Mariotti, Moreta e  dei giovani Angelo Giomi e Riccardo Ricci, entrambi classe 1964, attratti dalla sirene del Castiglione della Pescaia di Oris Gabellieri.
Da Follonica era arrivato Alberto Gotti, classe 1959, difensore roccioso che seppe immediatamente farsi apprezzare tanto da divenire il Capitano. La squadra conquistò una posizione onorevole in serie B e la nota positiva della stagione fu il diciassettenne Biancucci, che seppe ritagliarsi il ruolo di attaccante titolare al fianco di Tavarnesi, realizzando un buon bottino personale di reti a fine anno.
Intanto si aspettava che il giovanissimo Enrico Mariotti compisse  quattordici anni, età minima per  poter partecipare a competizioni senior.  L'esordio arrivò l'8 Gennaio 1983, a Montecchio e il Circolo Pattinatori vinse 4 a 3. Nella stagione ‘83/84 l'allenatore Marco Mariotti decise di puntare  sui giovani: in porta un appena quindicenne Stefano Saccocci, sulla linea offensiva, il sedicenne Stefano Giomi, giocatore di indubbio talento ma discontinuo, il diciottenne Biancucci e la stella Enrico Mariotti. A completare il roster,gli “anziani” : Gotti, Varricchio, Andrea Scarpelli,Tavarnesi, Iacoboni e Enzo Scarpelli (classe 1958)che ebbe in questi anni il suo periodo migliore.
Quell’anno il C.P. Grosseto sbaragliò  tutti gli avversari, vinse il campionato e fu promosso in serie A2, divisione creata  nella stagione ‘83- ‘84.  I gioiellini biancorossi assursero alle cronache nazionali. Enrico Mariotti era una vera forza della natura, in attacco,  lui e Biancucci erano devastanti: in quel campionato di serie B si piazzarono primo e secondo nella classifica dei cannonieri, nel campionato successivo di A2, primo e terzo.
Gioiellini però che, spremuti da una stagione che li aveva visti impegnati dal campionato di serie B e quello giovanile e singolarmente in tutti raduni delle rispettive nazionali (Giomi, Saccocci e Mariotti con la Under 17 e Biancucci con la Nazionale Juniores) persero la finalissima del Campionato Juniores a Lodi contro il Giovinazzo di Frasca e Amato, mancando così l'unica categoria che ancora non era stata conquistata da quello straordinario gruppo nato nei primi anni 70 dalla cura di Roberto Guerrini e seguito poi con uguale maestria da Marco Mariotti.
In quegli anni comunque si stava formando l'ultimo grande gruppo di talenti cresciuto alla scuola del Circolo Pattinatori Grosseto. Questo gruppo era stato messo in piedi, fin dall'inizio, da Marco Mariotti e comprendeva  Camisoli, i fratelli Polverini, Riccardo Bruzzi, Carrara, Vannini, Viggiani, Carletti, Fabbri e fu proprio questa squadra a rendere trionfale il 1984 del Circolo Pattinatori Grosseto che, dopo la promozione in serie A2, metteva in carniere anche il titolo italiano Ragazzi, l'ultimo purtroppo della storia biancorossa.
Fra  questi giocatori ebbero  una discreta carriera il portiere Camisoli (1974), Roberto Polverini (1974) e Riccardo Bruzzi (1975) che arrivarono alla serie A1 con il Follonica.Soprattutto Bruzzi, fu indicato  come una grande promessa ma non riuscì  a esprimere pienamente le proprie  potenzialità.
Franco Polverini, classe 1973, fece invece una carriera straordinaria, unico giocatore, insieme agli eterni Massimo ed Enrico Mariotti, nato dal vivaio del Circolo ancora in attività.
Franco ha giocato in quasi tutte le più importanti squadre italiane, vincendo molto e togliendosi la grandissima soddisfazione di diventare Campione del Mondo con la maglia della Nazionale italiana in Germania nel 1997 ed è tutt'ora allenatore e giocatore del Follonica in serie A1.

La serie A2 del 1984-85 venne affrontata con la stessa formazione dell'anno precedente,   unica aggiunta il ritorno dal Castiglione, di Riccardo Ricci e lo sponsor Pic Nic. I grossetani non partivano  con i favori del pronostico, provenendo dalla categoria inferiore ma partita dopo partita gli avversari cominciarono a rendersi conto del valore dei giovanissimi biancorossi. Alla fine la squadra si classificò quarta, a un solo punto dal terzo posto che avrebbe significato il passaggio alla serie A1. Fu quella la prima stagione dell'esilio a Castiglione della Pescaia che sancì in pratica l'inizio della fine.
L'epilogo si ebbe nella stagione successiva 1985-‘86. Ormai la fila delle Società che premevano  per accaparrarsi i giovani talenti grossetani, era lunga. In special modo miravano ovviamente a Enrico Mariotti, ma anche Saccocci e Biancucci erano richiesti da più parti.

A inizio anno fu deciso che si sarebbe provato ad andare in A1, per dare modo, con l'arrivo di eventuali sponsor, a coloro che avevano richieste nella massima serie, di disputarla con la maglia del Grosseto anziché andarsene; se questo non fosse riuscito sarebbe stato ceduto chi avesse avuto richieste importanti. In quella stagione successe di tutto, fino anche a non arrivare in tempo a disputare una partita a Seregno che, tra vittoria quasi scontata trasformata in sconfitta e punti di penalizzazione, costò probabilmente la promozione in serie A1.
La squadra finì quinta giocando le ultime partite senza la necessaria concentrazione e questo segnò l'ultimo atto della prima parte della gloriosa storia del Circolo Pattinatori Grosseto.

La società biancorossa conobbe però il proprio momento più alto, la propria apoteosi, paradossalmente proprio un attimo prima della fine.
Nel 1986 i giovani talenti biancorossi compirono una vera e propria impresa e raggiunsero inopinatamente la finalissima della Coppa Italia. Se il 1975 era stato l’anno migliore della storia del Circolo, questa finale rappresenta senza dubbio il momento più alto nella storia della società. Mai si era raggiunta prima una finalissima di questa portata e si era arrivati così vicino ad un obiettivo così prestigioso. L’avversario era però di quelli proibitivi: l’Hockey Novara pluriscudettato che schierava in pratica tutta la Nazionale italiana che solo due mesi dopo si sarebbe laureata Campione del Mondo in Brasile, e schierava, fra gli altri, anche un certo Massimo Mariotti.
La partita si svolse a Viareggio e i giovani grossetani giocarono una partita gagliarda. A lungo tennero in scacco i più titolati avvversari: Enrico Mariotti giganteggiò per lunghi tratti, Raffaele Biancucci tenne in apprensione due mostri sacri come Colamaria e Dal Lago (uno dei motivi che lo porteranno a Novara qualche anno dopo sarà il ricordo di questa partita da parte del Presidente Ubezio).
Naturalmente alla lunga la maggiore classe dei piemontesi ebbe la meglio e la partita si concluse con la vittoria dei Campioni d’Italia; i giovani biancorossi chiusero con un onorevolissimo 4-7 (il settimo gol fra l’altro siglato sulla sirena finale) e tanti complimenti.

Ecco la formazione di quella storica partita:

Saccocci Stefano, Ricci Riccardo, Scarpelli Enzo, Mariotti Enrico, Biancucci Raffaele, Gotti Alberto, Prosperi Umberto, Nucciotti Eugenio, Scarpelli Andrea, Iacoboni Alfredo.

Marcatori: E. Mariotti (2), Biancucci, E. Scarpelli.


Con quella finale si era chiusa un'epoca; l'anno successivo, partiti Mariotti, Saccocci e Biancucci, Marco Mariotti tentò di tenere viva la Società con un manipolo di reduci, che non riuscirono a evitare l'ultimo posto in serie A2 e la conseguente retrocessione. Si tentò di andare avanti ancora un anno ma ormai il “giocattolo” si era  rotto per sempre.
Fu ancora Marco Mariotti che negli anni successivi tentò di riportare l'Hockey su pista a Grosseto, fondando anche una nuova società con il nome di Hockey Club Grosseto ma il tentativo non riuscì a decollare.