Il dottor Gianni Baldi torna sulla rinuncia all’A1: «Non eravamo in condizione di poter continuare in un campionato così dispendioso»
Il consigliere del Circolo Pattinatori Grosseto, dottor Gianni Baldi, torna sulla rinuncia alla serie A1 con una nota nella quale spiega le motivazioni che hanno portato a questa decisione. «Non eravamo in condizione di poter continuare in un campionato così dispendioso. Le spese, comprese quelle federali, si erano fatte pesanti per le squadre che, come noi, non hanno tante risorse. Per il Grosseto è stato un miracolo aver fatto la Champions League, anche se ci siamo accorti che le spese erano decisamente superiori ał ritorno che garantiva e dopo due partecipazioni abbiamo declinato l’invito.
La serie A1 non rientra nella nostra economia, anche perché i giocatori devono essere pagati. A conti fatti, abbiamo speso un po’ troppo per i campionati precedenti, sebbene siano arrivati buoni risultati. Facciamo un passo indietro, risparmiamo e vediamo di ricompattare la società da un punto di vista amministrativo, finanziario, ripartendo con i ragazzi. Il mio sogno è di avere dieci grossetani con cui fare l’A1.
Baldi, portavoce del Cp. sfoglia l’album dei ricordi: «Questi sei anni sono stati fantastici. Personalmente, se non fossi stato nel Cp Grosseto non sarei mai stato uno dei medici della nazionale, con tutti i piaceri del poter viaggiare, che comporta. É stato un regalo poter seguire le nazionali femminili e maschili. In questo periodo ho conosciuto tante persone che gravitano nell’hockey, con cui sono rimasto in rapporti di amicizia e ci sono alcuni giocatori che mi contattano per avere un consulto medico. E a me questo appaga molto più di un qualsiasi rimborso spese, mi riempie d’orgoglio. Dal punto di vista sportivo s’è fatto tanto e non potevamo fare meglio. Questi anni hanno insegnato una cosa che nell’economia è fondamentale: a stare attenti a chi ti dà i soldi, ad avere una migliore gestione degli sponsor».
Nella sua ripartenza, il Cp punterà a una maggiore valorizzazione dei giovani: «Sono sempre stato d’accordo con l’ex presidente Alberto Colombini su questo tema, ma non avendo nessuno abbiamo dovuto aspettare. Ora però ci sono ragazzi di 16-17 anni da far giocare in B e con i quali iniziare il percorso di risalita. Bisogna ringraziare il Comune che con l’ampliamento dell’impianto farà un lavoro che sarà utile tra tre anni. Il prossimo non sarà un anno perso, ma economicamente produttivo. Ci piacerebbe avere ła vicinanza della città con sponsorizzazioni destinate ai giovani, a cominciare dall’avviamento all’hockey, un momento indispensabile dalla tenera età, dall’asilo dalla prima elementare. Non esiste sport tecnico come l’hockey che, rispetto agli altri sport, dà la possibilità di diventare un grande giocatore anche senza un gran fisico: un ragazzo di 1,70 come Pablo Saavedra è uno dei migliori giocatori del campionato».
La nuova stagione inizierà il 26 settembre con la Coppa Italia di B. «Il nostro sogno sarebbe essere competitivi subito. Vincere la Coppa Italia sarebbe un minimo di garanzia di serietà, un segnale per dire che non siamo morti, non siamo qui perché l’economia non ce lo permette, ma che vogliamo fare degli investimenti. Il campionato di serie B, poi, non lo puoi fare male. E’ sempre difficile vincere, anche nella terza categoria del calcio. Però lo devi fare di un certo spessore. Quando vai sulle altre piste devono avere paura, perché in ogni caso arriva il Grosseto. Esattamente quello che accadeva quando rilevammo, proprio con Stefano Osti, il Grifone in Promozione e andavamo a giocare in campi sperduti ai bordi delle ferrovie».